Percorsi della memoria
Natal’ja delle Solovki, che servì i morenti

Natal’ja delle Solovki, che servì i morenti

La baronessa Natal’ja Frederiks arrivò al lager delle isole Solovki nel 1925, a scontare la condanna per «attività controrivoluzionaria». Quando scoppiò l’epidemia di tifo, fu la prima a farsi avanti e a sacrificare la vita per i moribondi. A un secolo dalla scomparsa, ne presentiamo la storia.

Percorsi della memoria
La memoria sostituita: dal GULag al «genocidio del popolo sovietico»

La memoria sostituita: dal GULag al «genocidio del popolo sovietico»

Dopo poco più di un anno dalla chiusura per «violazione delle norme antincendio», il Museo statale dedicato alla storia del GULag sta per essere rimpiazzato da un’altra istituzione dedicata alle «vittime del genocidio perpetrato dai nazisti contro il popolo sovietico».

Percorsi della memoria
Popiełuszko: le ombre di un omicidio che la Polonia non ha ancora dissolto

Popiełuszko: le ombre di un omicidio che la Polonia non ha ancora dissolto

Quarant’anni dopo la morte del sacerdote simbolo di Solidarność, viene rimessa in discussione la versione ufficiale del suo martirio, rendendolo ancor più cruento. E una domanda interpella la coscienza collettiva: quante verità del passato attendono ancora di essere portate alla luce?

Percorsi della memoria
Piazza Puškin ricorda: quindici minuti che cambiarono il dissenso

Piazza Puškin ricorda: quindici minuti che cambiarono il dissenso

Il 5 dicembre 1965, in piazza Puškin a Mosca, alcune decine di persone chiesero al potere sovietico di rispettare la Costituzione. Bastarono pochi minuti perché tutto finisse, ma quella richiesta impossibile aprì una crepa nel sistema. Oggi, a 60 anni di distanza, alcuni cittadini hanno ripetuto il gesto deponendo fiori al monumento del poeta. Un rituale che ricorda come certe domande, certi gesti, possano sempre tornare.

GLI AUTORI DELLA NUOVA EUROPA

FONDAZIONE RUSSIA CRISTIANA

Russia Cristiana è stata fondata nel 1957 da padre Romano Scalfi allo scopo di far conoscere in Occidente le ricchezze della tradizione spirituale, culturale e liturgica dell’ortodossia russa; di favorire il dialogo ecumenico attraverso il contatto fra esperienze vive; di contribuire alla presenza cristiana in Russia. Questi obiettivi sono stati perseguiti con strumenti diversi durante il regime sovietico, durante la perestrojka, e nel nuovo contesto sociale ed economico del post comunismo, segnato dai postumi dell’ateismo militante e dalle forti suggestioni del consumismo.

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