Archivio Articoli
Natal’ja delle Solovki, che servì i morenti
La baronessa Natal’ja Frederiks arrivò al lager delle isole Solovki nel 1925, a scontare la condanna per «attività controrivoluzionaria». Quando scoppiò l’epidemia di tifo, fu la prima a farsi avanti e a sacrificare la vita per i moribondi. A un secolo dalla scomparsa, ne presentiamo la storia.
Iosif Brodskij e i suoi studenti
Trent’anni fa, nel 1996, moriva il premio Nobel per la letteratura Iosif Brodskij, uno dei massimi poeti russi di tutti i tempi. Pubblichiamo le interessanti memorie di chi lo ha visto in azione come docente.
Come stare in questi giorni confusi
In un mondo preda delle superpotenze e dei sistemi d’intelligenza artificiale, cosa ci sta a fare l’uomo? L’uomo, dice il Papa, può e deve affermare attivamente che tutto dipende dalla sua scelta morale e dalla sua passione per l’infinito.
Semen Gluzman: la parola che nasce dalla verità
È morto Semen Gluzman, uomo «la cui unica valuta era la verità». Negli anni Settanta ha pagato con la prigionia la denuncia della psichiatria punitiva in URSS e ha dedicato la vita alla difesa dei diritti umani.
Un’arca di Noè per salvare la libertà
Alcuni russi emigrati hanno creato una rete di mutuo soccorso per i compatrioti fuorusciti. Nella speranza di aiutare la Russia. In dialogo con l’attivista Anastasija Burakova.
Slovacchia: i ragazzi ucraini e il prezzo della guerra
Mentre sale il numero di studenti ucraini nelle scuole slovacche, restano irrisolti dei nodi cruciali: la gestione delle risorse economiche, spesso dirottate su spese ordinarie, la carenza di corsi di lingua e la vulnerabilità delle migliaia di adolescenti che vivono nel paese non accompagnati e rischiano di radicalizzarsi.
Un granellino di sabbia e la vittoria sul mondo
Pasqua, momento unico e decisivo della storia, quando un uomo solo, «abbandonato, tradito, respinto da tutti», ha acceso il corso dei secoli e ha donato la stessa forza a ogni singolo «abbandonato, tradito, respinto da tutti», cioè ciascuno di noi. Dalla Russia del secolo scorso, la meditazione di uno dei grandi testimoni della fede.
Persona e patria: un rapporto drammatico
Quando lo Stato si nutre della paura dei cittadini, finisce per divorare indistintamente colpevoli e innocenti. Ma la vita è più forte. Come quella di un padre, nato e cresciuto in un lager staliniano, che racconta alla figlia le sue vicissitudini e lei le raccoglie e le illustra con i suoi scatti come ammonimento a resistere al totalitarismo rinato.
Apologia della storia della Chiesa
La scienza storica è fondamentale per la Chiesa: padre Georgij Mitrofanov, docente dell’Accademia teologica di San Pietroburgo, racconta per il canale youtube dell’Accademia l’importanza della verità storica. Posta al crocevia tra biblistica e teologia, la storia è necessaria per un cristianesimo autentico e lontano da ideologie e manipolazioni.
Andrzej Wajda, il senso di un testimone del XX secolo
Nel marzo 1926 nasceva il grande regista polacco Wajda, un artista poliedrico che ha raggiunto le sue vette nel riproporre la condizione dell’uomo travolto dalla guerra o catturato dalle spire dell’ideologia.
Averincev, «uomo del primo millennio»
L’ultimo scritto, rimasto incompiuto, lasciato dal grande studioso Sergej Averincev parlava di san Benedetto da Norcia e san Sergio di Radonež. Per lui la cultura cristiana è un corpo unitario dalle molteplici sfaccettature.
Il Signor Nessuno mostra come si perde e si salva un paese
Un documentario atipico toglie il velo alla Russia nascosta, dove più forte è l’impatto della tragedia in corso. L’autore, un giovane insegnante, fa i conti con la propria coscienza e con la verità. Un Oscar meritato.
L’appartamento dei Benda, luogo di amicizia e carità
Un libro-intervista uscito a Praga racconta la storia di Kamila e Václav Benda: dalla giovinezza alla lotta per i diritti umani attraverso Charta 77. Una testimonianza su come la loro famiglia divenne luogo di libertà durante la normalizzazione comunista, dove solidarietà concreta e fede si intrecciavano nella costruzione della «polis parallela».
Verso la pace vera non si cammina da soli
Nel 1975, nella Domenica del perdono che nella Chiesa ortodossa segna l’inizio della Quaresima, il metropolita Antonij Bloom, padre spirituale di generazioni di ortodossi russi, ricordava che la pace autentica la può dare solo Cristo.
«Di loro mi ricordo sempre e in ogni dove». In memoria di Anna Achmatova
Il 5 marzo 1966 moriva Anna Achmatova. Cosa direbbe la «voce del popolo russo» delle guerre di oggi? Ne aveva viste quattro e vissuto gli anni del Terrore, dando voce alle sofferenze del suo popolo e del suo Paese che, nonostante tutto, aveva deciso di non abbandonare. Ha cantato il dolore dei più deboli, prestando la sua voce a chi, la voce, l’aveva perduta per sempre.
La memoria sostituita: dal GULag al «genocidio del popolo sovietico»
Dopo poco più di un anno dalla chiusura per «violazione delle norme antincendio», il Museo statale dedicato alla storia del GULag sta per essere rimpiazzato da un’altra istituzione dedicata alle «vittime del genocidio perpetrato dai nazisti contro il popolo sovietico».
Parliamo ancora di questo anniversario
E se la vita non fosse finita, come molti dicono, il 24 febbraio 2022?
Trovare Dio tra le ceneri
Il Nunzio apostolico in Ucraina ci racconta della fatica quotidiana per far fronte alle mancanze concrete e alle ferite del presente, ma la missione dei cristiani, nonostante tutto, resta quella essere efficaci «costruttori di pace».
Ma la speranza, dice Dio, è ciò che mi stupisce
Quarto anniversario per l’Ucraina. Ne parliamo con padre Volodymyr, parroco greco-cattolico che cura i migranti a Varese e Gallarate. Per il suo gregge è fratello, guida e sostegno. Lui stesso si appoggia alla Croce per portare il dolore di tutti.
La contessa cieca che illuminò la Polonia
Il senato polacco ha dedicato il 2026 alla figura della beata Róża Czacka, fondatrice della Società per la cura dei ciechi e della Congregazione delle Ancelle della Croce. Colpita a 22 anni da cecità, decise di consacrarsi a Dio e dedicare la vita al servizio dei ciechi, all’epoca relegati ai margini della società.
FONDAZIONE RUSSIA CRISTIANA
Russia Cristiana è stata fondata nel 1957 da padre Romano Scalfi allo scopo di far conoscere in Occidente le ricchezze della tradizione spirituale, culturale e liturgica dell’ortodossia russa; di favorire il dialogo ecumenico attraverso il contatto fra esperienze vive; di contribuire alla presenza cristiana in Russia. Questi obiettivi sono stati perseguiti con strumenti diversi durante il regime sovietico, durante la perestrojka, e nel nuovo contesto sociale ed economico del post comunismo, segnato dai postumi dell’ateismo militante e dalle forti suggestioni del consumismo.
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