Natal’ja delle Solovki, che servì i morenti

25 Aprile 2026

Natal’ja delle Solovki, che servì i morenti

Angelo Bonaguro

La baronessa Natal’ja Frederiks arrivò al lager delle isole Solovki nel 1925, a scontare la condanna per «attività controrivoluzionaria». Quando scoppiò l’epidemia di tifo, fu la prima a farsi avanti e a sacrificare la vita per i moribondi. A un secolo dalla scomparsa, ne presentiamo la storia.

Era il 3 febbraio 1924 quando Natal’ja Frederiks fu arrestata a Pietrogrado per «attività controrivoluzionaria», e condannata a due anni di campo di lavoro, da scontare alle isole Solovki, nell’antico monastero trasformato in lager, dove giunse il 25 ottobre 1924. «Sono grata alla rivoluzione – aveva dichiarato nell’interrogatorio, – perché ha influito su di me in senso spirituale, liberandomi dai legami materiali e mondani dai quali da sola avrei fatto fatica a liberarmi. Ora mi sono consacrata interamente alla Chiesa».


(foto d’apertura: sergeigussev, pixabay)

Angelo Bonaguro

È ricercatore presso la Fondazione Russia Cristiana, dove si occupa in modo particolare della storia del dissenso dei paesi centro-europei.

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