2 Giugno 2026
La casa del nomade
Vivere non significa appartenere a un luogo, ma imparare ad accoglierne molti. Riflessioni di un profugo ucraino che ha dovuto attraversare molte soglie.
C’è una domanda che ritorna ogni volta che cambiamo città, lingua, stanza, lavoro, orizzonte: dov’è casa? Non sempre la risposta coincide con un indirizzo. A volte casa è una cucina dove si parla piano. A volte è una biblioteca in cui il proprio nome appare, per pochi mesi, su una porta. A volte è una città lontana e ferita, che continuiamo ad abitare solo attraverso la memoria, la cura e la fedeltà.
(immagine d’apertura: wikipedia)
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Michail Minakov
Nato nel 1971, è dottore in filosofia, politologo e storico specializzato nell’ambito della modernità e delle ideologie post-sovietiche.
Dal 2018 dirige il programma di ricerca presso l’Istituto Kennan, è stato professore di filosofia e studi religiosi presso l’Accademia Moghiliana e presidente della Società Kant ucraina. Dirige la rivista The Ideology and Politics Journal.