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12 Agosto 2026
La forza della fraternità
Quasi 40 anni fa giungeva a Russia Cristiana una lettera di ringraziamento da parte di un prigioniero politico appena liberato. Le cause della sua detenzione e della sua liberazione sono le stesse che si riscontrano oggi. E dimostrano che la preghiera è sempre una grande arma.
Questa lettera di ringraziamento è stata scritta 39 anni fa da un prigioniero di coscienza sovietico appena liberato. Era l’epoca della perestrojka e le liberazioni erano diventate frequenti, ma l’autore della lettera è certo che prima e al di sopra della volontà politica di Gorbačev c’è stata l’azione potente della misericordia di Dio, affrettata dalla preghiera di molti e dalla massiccia campagna in sua difesa del mondo cristiano. Per questo vale la pena pregare anche oggi.
Aleksandr Ogorodnikov (1950), dissidente, organizzatore nel 1974 di un «seminario cristiano», condannato a 9 anni di lager nel 1979, viene liberato il 14 febbraio 1987. La sua lettera è indirizzata a vari centri cristiani in Occidente: la fraternità «Azione ortodossa», l’«Aide aux chrétiens en Russie», il Keston College e Comunione e Liberazione.
Mosca, 17 marzo 1987
«Siamo perseguitati, ma non abbandonati»
(2 Cor 4,9)
Piego il capo e le ginocchia in segno di profondissima gratitudine per le vostre preghiere e per l’opera di misericordia in difesa dei vostri fratelli cristiani in Russia.
Nei campi di concentramento disseminati per tutta l’estensione della Russia, dietro le alte barriere di filo spinato e i cavi dell’alta tensione, accompagnati dal latrare dei cani da guardia, seppelliti nel buio tombale delle celle d’isolamento, dove il silenzio opprimente dei giorni sempre uguali trasforma il tempo stesso in uno strumento di tortura, quando il cuore incomincia a mancare e la lingua si attacca al palato in un balbettio senza senso, quando la fame attanaglia le viscere, il freddo intirizzisce la carne e la disperazione scorre nel sangue, può sembrare che l’indifferenza del mondo ci abbia già consegnato alla tomba, che lo squarcio di cielo visibile dalle inferriate della finestra si sia chiuso sulla nostra testa, e ci sentiamo totalmente soli e abbandonati. E la disperazione ci sommerge come una marea.
Ma è stato proprio in quei terribili momenti, nelle celle gelate, che ho percepito fisicamente il calore delle vostre preghiere e della vostra compassione, una forza che ci unisce tramite una corrente di energia spirituale, generata dalla nostra comune esperienza di fede e dai vincoli misteriosi dell’unità fraterna.
È stato come il caldo contatto di una mano fraterna, che ha rotto il filo spinato e ha penetrato le mura cupe. La forza del vostro amore e della vostra compassione ha trasformato la mia disperazione in una speranza incrollabile, le mie grida in preghiera, e le soglie della pazzia in consapevolezza.

A. Ogorodnikov (quarto da sin.) ai seminari filosofico-religiosi, 1977. (pravoslavie.ru)
La vostra intercessione per i cristiani perseguitati e per tutti i prigionieri di coscienza dà una scossa alla coscienza morale del mondo di fronte all’odio, e reca testimonianza alla dignità e al valore di ogni essere vivente in quanto fatto a immagine e somiglianza di Dio. La vostra opera è la conferma vivente dell’unità della Madre Chiesa, e ci spinge a sperimentare la verità che siamo tutti membra del corpo di Cristo, e se un membro soffre, l’intero corpo soffre con lui. Nella vostra generosa difesa della fede contro le forze del male, avete dato al mondo egoista una grandiosa lezione d’amore, di compassione e di unità. E il Dio che tutto vede ha udito le vostre preghiere, ha accettato il vostro sacrificio e ha prestato ascolto alla vostra voce di testimonianza e di denuncia dei persecutori. Così Egli ha aperto le porte delle segrete e ha lasciato andare i prigionieri.
Noi, dunque, siamo la testimonianza vivente di come il vostro amore, la vostra fede e le vostre opere hanno saputo cambiare il corso della storia. Nel rivolgervi queste povere parole di ringraziamento per la pietà che avete avuto verso la nostra prigionia, sono penosamente consapevole di non saper esprimere l’immensità della gratitudine che mi ha riempito il cuore in quei 99 mesi di prigionia.
Che il Signore vi sostenga nel grande compito di intercessione per i perseguitati, gli umiliati e gli oppressi. La vostra voce non venga mai meno davanti ai persecutori, poiché la vostra voce porta testimonianza al nostro salvatore Gesù Cristo. La vostra voce difende i perseguitati dal male che cerca di carpirgli l’anima e di sconfiggere la libertà, e induce il mondo indifferente alla compassione per i dimenticati.
(foto d’apertura: pastvu.com)
Aleksandr Ogorodnikov
Nato nel 1950, in epoca sovietica fu dissidente e organizzatore di un «seminario cristiano»; condannato a 9 anni di lager nel 1979, venne liberato il 14 febbraio 1987. Teologo ortodosso, è impegnato nell’ambito dell’assistenza ai minori.
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