Parliamo ancora di questo anniversario

2 Marzo 2026

Parliamo ancora di questo anniversario

Svetlana Panič

E se la vita non fosse finita, come molti dicono, il 24 febbraio 2022?

Parliamo ancora una volta di questo anniversario. In parecchi scrivono che il 24 febbraio 2022 la vita è finita: ci hanno tolto la parola, il futuro, il vecchio senso delle cose, la stessa capacità di fissare degli obiettivi e di raggiungerli, e non ci rimane niente se non tirare avanti, per quanto possibile, sostenendoci l’un l’altro. Sono d’accordo con l’ultima parte di questa considerazione, sul fatto che dobbiamo aiutarci a vicenda, ma non condivido assolutamente l’idea che la vita sia finita.

Innanzitutto, perché è proprio quello che vorrebbe il «partito della morte», quei vampiri che hanno iniziato questa guerra non solo contro l’Ucraina, ma contro tutto ciò che è vivo. Che cercano di arrogarsi il diritto divino di disporre dell’inizio e della fine della vita (non a caso si preoccupano così tanto della riproduzione). Che vadano al diavolo.

In secondo luogo, scusate se sembrerò brusca, mentre diciamo e scriviamo che la vita è finita, noi siamo vivi, altrimenti non potremmo scrivere. Certo, questa vita è molto più dura e imprevedibile di quella a cui eravamo abituati, richiede tante nuove competenze, mentre mette in discussione molte di quelle che la cultura terapeutica aveva sviluppato negli ultimi decenni. È una vita più crudele, spesso le persone che abbiamo accanto non sono quelle che avremmo desiderato, eppure sono il nostro prossimo.

Bisogna riconsiderare i concetti di vittoria e sconfitta; bisogna costantemente riconquistare al maligno il significato delle parole indispensabili, dobbiamo crescere, abituarci ad applicare la categoria dell’incertezza al futuro. Ma se siamo stati chiamati al mondo dei vivi, non c’è niente da fare, dobbiamo compiere ciò per cui siamo stati messi qui, cioè, per dirla con le parole di Hannah Arendt, dare la nostra «risposta al dono di essere nati». Quando il mondo è in preda alla paura, alla rabbia e alla disperazione, la vita esige fedeltà a sé stessa. In barba a chi cerca di distruggerla.


(Immagine d’apertura: ASTRA/Telegram).

Svetlana Panič

Filologa, è stata ricercatrice presso l’Istituto Solženicyn di Mosca fino al 2017, ora è traduttrice e ricercatrice indipendente.

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