Neizvestnyj e Chruščev: storia di un monumento impossibile

26 Agosto 2026

Neizvestnyj e Chruščev: storia di un monumento impossibile

Angelo Bonaguro

Dieci anni fa moriva a New York lo scultore russo Ernst Neizvestnyj, emigrato dall’URSS nel 1976. All’inizio degli anni ‘60 era stato protagonista di uno scontro verbale con il primo segretario del Partito Nikita Chruščev in visita ad una mostra. Ciononostante, Chruščev dispose che fosse proprio Neizvestnyj a progettare il suo monumento funebre.

Per capire il tono con cui Neizvestnyj racconta la vicenda del monumento funebre a Nikita Chruščev (1894-1971), bisogna fare un passo indietro di nove anni, fino a una sera di dicembre del 1962, in una sala espositiva a due passi dal Cremlino. Il 1° dicembre di quell’anno, Chruščev, insieme ad altri vertici del Partito, visitò una mostra al Maneggio dedicata al trentesimo anniversario dell’Unione degli artisti moscoviti. Quello che doveva essere un evento celebrativo si trasformò in una delle scene più burrascose della storia culturale sovietica: Chruščev si lasciò andare a un’invettiva furiosa contro «lerciume, decadenza e devianze sessuali» che credeva di scorgere in alcune delle opere esposte, accanto ai lavori più tradizionali del realismo socialista.

(fonte: E. Neizvestnyj, Govorit Neizvestnyj, «Posev», 1984)


(Foto d’apertura: Neizvestnyj e Chruščev al Maneggio – wikipedia)

Angelo Bonaguro

È ricercatore presso la Fondazione Russia Cristiana, dove si occupa in modo particolare della storia del dissenso dei paesi centro-europei.

LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI

Abbonati per accedere a tutti i contenuti del sito.

ABBONATI