23 Settembre 2026
Padre Scalfi e l’ecumenismo della persona
Nella sua lunga storia di amicizia con le Chiese dell’Europa orientale e dell’ex URSS, padre Scalfi ha sempre concepito l’ecumenismo come amore di Cristo, fondato sui rapporti personali. Cosa ci può dire questo, oggi.
Nelle presentazioni del nostro incontro, si è parlato dell’ecumenismo come di un’occasione di incontro, conoscenza, dialogo e unità fra le persone: bisogna proprio pronunciare con enfasi questa parola – persone – perché il centro di tutta l’attività di padre Romano Scalfi, la sua chiave di volta, era la persona, la centralità della persona con il suo valore assoluto e irriducibile, che lui ci insegnava a ricercare dappertutto, come criterio per giudicare il valore dei fenomeni che avevamo di fronte e come obbiettivo che dovevamo perseguire: se quello che facevamo non aveva come scopo la crescita e la piena realizzazione della nostra persona e delle persone – di tutte le persone – che incontravamo, non valeva la pena perdere tempo.
(foto d’apertura: al centro, p. Scalfi «turista» a Mosca, luglio 1969 – © FRC)
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Adriano Dell’Asta
Già docente di lingua e letteratura russa presso l’Università Cattolica. Accademico della Classe di Slavistica della Biblioteca Ambrosiana, è vicepresidente della Fondazione Russia Cristiana.
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