I 123 bielorussi liberati e il prezzo della libertà

18 Dicembre 2025

I 123 bielorussi liberati e il prezzo della libertà

Angelo Bonaguro

La liberazione di 123 detenuti bielorussi – tra cui figure emblematiche come Kolesnikova e il Nobel Bjaljacki – rappresenta una vittoria, ma solleva questioni complesse sul rapporto tra diplomazia umanitaria e compromessi con regimi autoritari. Restano in carcere oltre mille persone, potenziali pedine di futuri scambi diplomatici.

Il 13 dicembre scorso 123 prigionieri politici bielorussi sono stati rilasciati e hanno potuto attraversare il confine che li separava dalla libertà. Tra loro figurano alcuni dei nomi più emblematici della resistenza democratica come Marija Kolesnikova, leader delle proteste del 2020, Viktor Babariko, ex candidato alla presidenza, e Ales’ Bjaljacki, cattolico e premio Nobel per la pace 2022. La loro liberazione è giunta al culmine dei negoziati condotti dall’amministrazione Trump, in cambio della revoca delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di fertilizzanti potassici.


(foto d’apertura: spring96.org)

Angelo Bonaguro

È ricercatore presso la Fondazione Russia Cristiana, dove si occupa in modo particolare della storia del dissenso dei paesi centro-europei.

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