Lo scienziato pentito credeva nell’uomo

11 Dicembre 2025

Lo scienziato pentito credeva nell’uomo

Marta Dell'Asta

L’11 dicembre di 50 anni fa Andrej Sacharov ricevette il Premio Nobel per la pace. Nel suo discorso ufficiale tracciò una visione lucida e profetica del futuro della scienza e del mondo. Una visione inquieta ma non demoralizzante perché sostenuta da un umanesimo appassionato.

Di lui il presidente del KGB Andropov aveva scritto che andava soggetto a sbalzi di umore, a momenti di chiusura alternati ad altri di grande comunicatività. Forse era perché il fisico Andrej Sacharov non era soltanto un uomo timido, ma un uomo che meditava di continuo sulle proprie azioni e sugli eventi. Altrimenti non avrebbe mai trovato il coraggio di denunciare gli esperimenti e i progetti nucleari dell’URSS ai quali aveva lavorato come leader, scegliendo di sacrificare ciò che uno scienziato di punta come lui aveva di più caro: la ricerca.


(Immagine d’apertura: Andrej Sacharov e la moglie Elena Bonner nel 1989. GaHetNA/Rob C. Croes).

Marta Dell'Asta

Marta Carletti Dell’Asta, è ricercatrice presso la Fondazione Russia Cristiana, dove si è specializzata sulle tematiche del dissenso e della politica religiosa dello Stato sovietico. Pubblicista dal 1985, è direttore responsabile della rivista «La Nuova Europa».

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