Dzeržinskij, l’asceta del terrore

7 Luglio 2026

Dzeržinskij, l’asceta del terrore

Angelo Bonaguro

Un secolo fa moriva Feliks Dzeržinskij, il rivoluzionario polacco che sognava di distruggere i russi e finì per costruire il loro sistema repressivo. Il «ferreo Feliks» capo della polizia segreta, il cui mito continua a sopravvivere.

Feliks Dzeržinskij, sesto figlio di una famiglia aristocratica polacca decaduta (Dzierżyński), morto di infarto nel 1926 a nemmeno cinquant’anni, in Russia è ancora più «vivo» di Lenin nei nomi delle piazze, nelle targhe commemorative, nei busti, nelle discussioni politiche, nei sondaggi di opinione, con la sua immagine costruita, demolita, ricostruita e riciclata, seguendo un fil rouge che attraversa quasi un secolo di storia russo-sovietica.


(Foto d’apertura: wikipedia)

Angelo Bonaguro

È ricercatore presso la Fondazione Russia Cristiana, dove si occupa in modo particolare della storia del dissenso dei paesi centro-europei.

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