3 Luglio 2026
La resistenza degli «invisibili», la sola possibile oggi
Di fronte ai conflitti di questi anni risuona la domanda insistente «dov’è Dio?». Nell’apparente impotenza di Dio e dell’uomo la speranza nasce dai gesti invisibili ma concreti di resistenza e compartecipazione alla sofferenza.
Dato che le mie ricerche sono legate alla problematica giudeo-cristiana nel XX secolo, nel mio intervento farò riferimento alla «teologia dopo Auschwitz». A mio avviso, questa può servire come possibile paradigma per la «teologia durante e dopo le guerre attuali». Le riflessioni che seguono, inevitabilmente schematiche, ruoteranno attorno alla guerra in Ucraina, anche perché per me si tratta non solo di una tragedia storica, ma anche biografica, dato che sono nata nel Doneck e ho lavorato a Kiev.
(Foto d’apertura: Colomba della pace «insanguinata», appesa a una casetta per uccelli in un parco di Mosca, 2022 – Telegram)
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Svetlana Panič
Filologa, è stata ricercatrice presso l’Istituto Solženicyn di Mosca fino al 2017, ora è traduttrice e ricercatrice indipendente.
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