7 Gennaio 2026
La freschezza del 1° gennaio
Ringraziare Dio per tutto ciò che ogni giorno ci manda di nuovo. Una grazia inesauribile…
«Stavo pensando a quanto è meraviglioso tutto ciò che è primo» (D. Charms-K. Pugačeva). Lo capisci particolarmente bene nei primi giorni dell’anno, quando le parole che appariranno alla fine non sono ancora state scritte. Primissimo, nei primi minuti dell’anno, è un «evviva!» condiviso e un abbraccio con gli amici.
La prima tazza di caffè, la mattina del primo giorno, il primo viaggio in tram dell’anno, il primo acquisto di qualche cianfrusaglia di cui potresti fare a meno, ma è pur sempre la prima… La prima buona conversazione. Il primo «NON DIMENTICARE!» annotato sulla prima pagina del calendario ancora vergine. In questa serie, anche il primo virus assume un fascino speciale. A quanto pare, la Provvidenza non aveva altro modo per farmi finalmente sedere alla scrivania.
Ma il primo pensiero con cui mi sono svegliata il 1° gennaio è stato questo: «A Dio non importa se sei ortodosso, cattolico, protestante o rastafariano. Gli importa solo una cosa: se c’è posto per lui nel tuo albergo».
(Immagine d’apertura: Pexels/Leeloo)
Svetlana Panič
Filologa, è stata ricercatrice presso l’Istituto Solženicyn di Mosca fino al 2017, ora è traduttrice e ricercatrice indipendente.
LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI