26 Febbraio 2026
Trovare Dio tra le ceneri
Il Nunzio apostolico in Ucraina ci racconta della fatica quotidiana per far fronte alle mancanze concrete e alle ferite del presente, ma la missione dei cristiani, nonostante tutto, resta quella essere efficaci «costruttori di pace».
Sono quattro anni di guerra che lei ha vissuto direttamente. Oggi che cosa vede con lo sguardo del realismo cristiano? C’è il desiderio di pace ma c’è anche la volontà dei potenti, ci sono i calcoli economici… Cosa ci può dire lei da cristiano che ha le mani in pasta nella realtà concreta?
Ovviamente anche per me è difficile conoscere il pensiero di tutti. Ho appena concluso un incontro con un medico volontario che si reca al fronte per portare aiuti e medicinali, lì dove manca tutto, persino le vitamine e i farmaci per affrontare il freddo dell’inverno. Lui sottolineava che se tutti i politici vedessero con i propri occhi ciò che succede al fronte, sicuramente il desiderio di fermare la guerra al più presto crescerebbe in tutti, perché è proprio chi vive la realtà della guerra in prima persona a sentire con più forza l’urgenza di affrettarne la fine. L’altra questione è, di fronte a questo, quali scelte compiere. Come diceva Tacito: «hanno fatto un deserto e lo chiamano pace». Gli ucraini non vogliono una pace che equivalga a un deserto, ma una pace in cui si possa vivere ed essere riconosciuti come persone degne di rispetto.
(Immagine d’apertura: ASTRA).
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Visvaldas Kulbokas
Arcivescovo Titolare di Martan. Mons. Visvaldas Kulbokas è nato a Klaipėda (Lituania), il 17 maggio 1974. È stato ordinato presbitero nel 1998 e ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 14 agosto 2021. Dal 2004 è membro del Servizio Diplomatico della Santa Sede e ha ricoperto diversi incarichi presso le Nunziature Apostoliche di vari paesi. Dal 15 giugno 2021 è Nunzio Apostolico in Ucraina.
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