- HOME /
- ARTICOLI /
- 2016 /
- Percorsi della memoria /
- Solovki, le isole del martirio
29 Gennaio 2016
Solovki, le isole del martirio
RedazioneDalla serie de I militi ignoti della fede, di Pupi Avati, su Tv2000
Un viaggio nei paesi dell’Europa orientale che riporta alla luce le storie di uomini perseguitati per la loro fede durante il regime sovietico e che Giovanni Paolo II definì appunto “I militi ignoti della fede”.
Redazione
LEGGI TUTTI GLI ARTICOLIPotrebbe anche interessarti:
Aperto a Butovo il Giardino della memoria
Le fosse di Butovo, fuori Mosca, custodiscono i resti di 20.762 persone fucilate sotto Stalin. A ottobre vi è stato inaugurato il «Giardino della memoria», un luogo per ricordare e perdonare. Così Mosca ospita due memoriali del terrore.
Delfina Boero
Furto con scasso negli archivi
Quarant’anni fa dei giovani dissidenti tentarono di applicare all’ambito scientifico il richiamo a «vivere senza menzogna». Ne nacquero delle raccolte storiche clandestine di enorme valore, anche metodologico.
Giacomo Foni
Come si torna alla storia
Il sogno di dedicare un monumento alle vittime del comunismo nacque negli anni ’80, alimentato dalle speranze di molti. Il lungo tragitto si è concluso quest’anno con l’inaugurazione del «Muro del dolore» a Mosca. Ne raccontiamo la storia.
Redazione
Il contadino, «nemico feroce del socialismo»
L’Istituto ceco per lo studio dei regimi totalitari ha allestito, presso il Museo agrario di Praga, la mostra Rozkulačeno, «Dekulakizzato», dedicata a «50 anni di persecuzione del mondo rurale». Resterà aperta sino a fine settembre.
Angelo Bonaguro
Prigionieri del passato, spaventati dal futuro
La scrittrice russa, segnata dall’esilio, riflette sul rapporto tra noi e il passato, una gabbia da cui non usciamo perché ci manca un’immagine appetibile del futuro. Dopo aver fatto fuori la ragione e l’orizzonte dell’eterno, la speranza fallisce miseramente (intervista di Flavio Villani).
Marija Stepanova
La «Via Baltica» arriva a Hong Kong
Agosto 1939: il patto Molotov-Ribbentrop tra Germania nazista e URSS trascina i paesi baltici nell’orbita sovietica. Cinquant’anni dopo, una catena umana di due milioni di persone in strada a chiedere libertà e, di lì a poco, l’URSS si dissolve. Due anniversari importanti per la storia europea, e non solo.
Angelo Bonaguro
La pace e la sua sfida impossibile
La pace sembra un compito impossibile, ma nell’esercizio pieno di un’umanità restaurata – come mostra il papa commemorando Nicea – ci riscopriamo capaci di accettare anche questa sfida.
Adriano Dell’Asta
Semen Gluzman: la parola che nasce dalla verità
È morto Semen Gluzman, uomo «la cui unica valuta era la verità». Negli anni Settanta ha pagato con la prigionia la denuncia della psichiatria punitiva in URSS e ha dedicato la vita alla difesa dei diritti umani.
Miriam Zanoletti
Vsevolod Zaderackij, quando la musica salva la vita
Insegnò musica al figlio di Nicola II, combatté contro i Rossi, finì prigioniero nell’edificio dove alloggiava il capo dei čekisti che lo risparmiò dopo averlo sentito suonare. Il regime sovietico lo condannò al lager della Kolyma, dove riuscì a comporre 24 preludi sui moduli per il telegrafo.
Angelo Bonaguro
«Storie di amicizia e di speranza» • Sergej e Vera Fudel’
I brevi video «Storie di amicizia e di speranza» raccontano storie di persone molto diverse tra loro, accomunate dall’esperienza di verità e libertà vissuta in contesti di dolore, di prova, di illibertà.
Giovanna Parravicini
80 anni fa l’olocausto ucraino
Babij Jar, a Kiev, ha visto nel 1941 un massacro di ebrei da parte degli occupanti nazisti. Ma il fatto è stato totalmente censurato dalla propaganda sovietica. Solo ora, dopo 80 anni, si sta ricostruendo la memoria dell’olocausto ucraino.
Carlotta Dorigo
Persona e patria: un rapporto drammatico
Quando lo Stato si nutre della paura dei cittadini, finisce per divorare indistintamente colpevoli e innocenti. Ma la vita è più forte. Come quella di un padre, nato e cresciuto in un lager staliniano, che racconta alla figlia le sue vicissitudini e lei le raccoglie e le illustra con i suoi scatti come ammonimento a resistere al totalitarismo rinato.
Delfina Boero