Finlandia, il paese dell’ecumenismo

19 Settembre 2026

Finlandia, il paese dell’ecumenismo

Raimo Goyarrola

La Finlandia sta vivendo una «primavera spirituale», caratterizzata da numerose conversioni di adulti, un acceso interesse giovanile e un clima ecumenico d’eccezione. Ce lo ha raccontato, con spirito, il vescovo Raimo di Helsinki al Meeting di Rimini 2026.

La Finlandia è un paese bellissimo: 180.000 laghi, 190.000 isole, bosco e lago, lago e bosco, non ci sono montagne. Un paese grande come l’Italia, con una popolazione di cinque milioni e mezzo. Di cui quanti cattolici? Solo Dio lo sa: ufficialmente sono 20.000, più o meno come una parrocchia di Roma o di Rimini. Questo significa che per tante famiglie la chiesa più vicina è a circa 200 km. Noi cattolici siamo lo 0,2% della popolazione. Il 60% è luterano, vent’anni fa erano il 90%, ma la Chiesa luterana purtroppo è in calo: ogni anno 50.000 luterani lasciano la Chiesa, e questo non è un bene per nessuno. Poi ci sono gli ortodossi, 50.000, e noi cattolici, 20.000 ufficiali, anche se penso che ormai siamo più di 50.000. Non è una gara, non è lo scudetto, però credo che tra due anni saremo la seconda Chiesa di tutta la Finlandia.

La nostra è una Chiesa davvero cattolica, nel senso più pieno della parola. La Finlandia è un’unica diocesi e io ne sono l’unico vescovo: pregate per me, perché è una responsabilità enorme. Nella nostra diocesi le persone provengono da 125 paesi: quando celebro la Messa vedo l’Africa, l’Asia, l’Europa, è la vera Chiesa cattolica universale. Cinquantacinque paesi africani sono rappresentati, tante famiglie vengono da posti come la Nigeria, il Camerun, il Sudan, il Congo, dove ci sono guerra, violenza e persecuzione; poi ci sono fedeli dal Venezuela e dal Nicaragua (dove la Chiesa è perseguitata), e 2.000 cattolici dal Myanmar. Però la varietà non è solo nella provenienza, ma anche nei riti liturgici. Il nostro è quello romano-latino, poi ci sono 6.000 ucraini greco-cattolici, i copti dall’Eritrea e dall’Etiopia, i maroniti dal Libano, i caldei dall’Iraq, e così via, 25 riti in tutto. È una ricchezza per la Chiesa cattolica in Finlandia, ma è anche una sfida avere un unico vescovo con tante liturgie e tante lingue diverse: a Helsinki, la domenica, celebriamo la Messa in 15 lingue.

È la bellezza di una Chiesa in crescita non solo grazie agli immigrati, ai rifugiati, ai nuovi bambini che nascono, ma anche per il numero delle conversioni sempre in aumento. Sono tanti gli adulti che avevano lasciato la Chiesa luterana anni fa e ora bussano alla porta della Chiesa cattolica: su 20.000 cattolici, quest’anno abbiamo 300 adulti che vogliono diventare cattolici. La maggioranza è già cristiana di altra confessione, ma alcuni non sono nemmeno battezzati. La crescita è incredibile, grazie a Dio. Abbiamo otto parrocchie, ma celebriamo Messa in 33 città diverse (che per noi è un numero enorme!) e per farlo utilizziamo venti chiese luterane e cinque chiese ortodosse che ci concedono di celebrare la domenica.

Finlandia, il paese dell’ecumenismo

La cattedrale cattolica di S. Enrico a Helsinki. (Tomisti, wikipedia).

Dico sempre che la storia è importante: dal 1150 al 1540 circa, la Finlandia è stata un paese cattolico, non a livello statale, perché faceva parte della Svezia, ma a livello di popolo. Poi è arrivata la Riforma, e per quattrocento anni c’è stato il luteranesimo. Dunque, oggi siamo a un pareggio: 400 anni di Chiesa cattolica seguiti da 400 anni di Chiesa luterana. Di solito si dice «la Finlandia è luterana», e oggi la maggioranza lo è, ma è stata anche cattolica, e non possiamo dimenticare le radici. Se oggi siamo pari, vediamo cosa succede tra cinque anni.

La nostra è una Chiesa bellissima. Sabato scorso, quando ho incontrato papa Leone, l’ho invitato in Finlandia e gli ho detto che è il paradiso dell’ecumenismo. Tra cristiani siamo molto uniti. Con i luterani il rapporto è profondo, sincero, pieno d’affetto, non solo perché ci prestano venti chiese, ma perché c’è un vero dialogo. La Chiesa luterana finlandese è la più vicina a noi cattolici fra tutte le chiese luterane del mondo: condividono la concezione teologica della Chiesa, del ministero ordinato, del sacerdozio. Ora vogliono dialogare anche sul primato di Pietro, perché desiderano essere uniti a Pietro, anche se, prima di quell’unità, restano alcune questioni di contenuto della fede da chiarire: non basta la foto col papa! Il dialogo ufficiale in questo senso è già alla seconda fase: la prima è durata quattro anni e nel 2017 abbiamo redatto insieme un documento di 160 pagine su Chiesa, Eucaristia e Ministero, un testo in cui, praticamente, affermano più volte di credere in modo cattolico. La mia ordinazione episcopale, due anni e nove mesi fa, si è svolta nella chiesa più grande della Finlandia, una chiesa luterana. Un’ordinazione episcopale cattolica in una chiesa luterana! C’erano tutti i vescovi luterani, tutti i vescovi ortodossi, i pentecostali, gli anglicani, perfino gli ebrei, i musulmani, gli atei. È stata una festa nazionale. Questa è la Finlandia.

Anche con gli ortodossi, che dipendono da Costantinopoli, il rapporto è ottimo. Due anni fa ho proposto al vescovo ortodosso di fare insieme, l’8 settembre, una processione con la Madonna per le strade di Helsinki: loro con l’icona bizantina, noi con la statua della Madonna di Fatima. Siamo partiti dalla cattedrale ortodossa con la liturgia bizantina, abbiamo camminato insieme cantando alla Madonna, pregando con due cuori, cattolico e ortodosso, e siamo arrivati alla cattedrale cattolica. L’anno scorso abbiamo invertito il percorso, partendo dalla cattedrale cattolica, recitando il rosario: eravamo circa 300 ortodossi e altrettanti cattolici, e anche il vescovo ortodosso ha pregato il rosario con noi lungo le strade di Helsinki, fino alla cattedrale ortodossa, dove è seguita una bellissima liturgia bizantina. Alla processione erano presenti anche tre pastori luterani, che, notando i vescovi cattolico e ortodosso, mi hanno chiesto dove fosse quello luterano. Ho risposto, in tono provocatorio: «Ma la processione è in onore della Madonna, che per voi luterani non è così importante…». «Ma come – mi hanno detto – è la nostra mamma!». «Allora, se il vescovo luterano vuole venire a pregare la Madonna, è il benvenuto». Non è ancora certo, ma forse quest’anno il vescovo luterano si unirà alla processione in onore di Maria, nostra madre. Questa è la Finlandia: è un miracolo. Siamo davvero amici, e con l’amicizia arriva la fiducia, arriva tutto. Così l’ecumenismo cresce, perché siamo cristiani, un’unica famiglia.

Celebrazione liturgica in S. Enrico. (fides.fi)

Sappiamo che in altri paesi del nord Europa, come la Norvegia, molti ragazzi si stanno avvicinando al cattolicesimo, spesso dopo aver visto qualche testimonianza su internet. Com’è la vostra relazione con i giovani?
Le racconto un episodio. Era appena finita la Messa, io ero in sacrestia, quando si avvicinano tre giovani donne, e una mi chiede di potersi confessare. Ci incamminiamo verso il confessionale, a un centinaio di metri, e per strada lei mi dice: «Vescovo, sono contentissima, è la prima volta che mi confesso». Le ho chiesto stupito (perché erano adulte di 22-23 anni): «La prima volta? Che bello! Ma siete cresimate?». «No, non abbiamo la cresima, ma vogliamo confessarci». «Un attimo: siete cristiane?» «No». Interessantissimo: «Non siete cristiane e volete confessarvi?» «Sì». Ho dovuto spiegare che non si può: prima viene il battesimo, che è già una meraviglia, perché Dio perdona tutti i peccati e ti fa figlia di Dio e della Chiesa. «No, no, noi vogliamo confessarci». Ho provato a fare una catechesi veloce (c’era tanta gente ad aspettare il vescovo), proponendo di vederci un altro giorno per spiegare il percorso giusto: formazione, catechesi, battesimo, e solo poi la confessione. «Ma noi vogliamo la confessione!». Mamma mia. Alla fine, le ho affidate al parroco.

Però pensiamo al fatto che tre giovani adulte chiedono la confessione: la gioventù bussa alla porta, sono tanti, è incredibile. Nella cattedrale di Helsinki, ogni due giorni arriva una scolaresca della città, bambini e ragazzi con una sete di Dio autentica, curiosi di capire cosa sia la Chiesa cattolica, perché in Finlandia, purtroppo, non si sa quasi nulla di noi, anzi a volte si sentono solo cose negative dai media, dove la verità non conta molto. Ma la crescita è reale.

Penso che abbiamo attraversato la porta di una nuova primavera della Chiesa cattolica, che sia iniziata un’epoca di cambiamento. E per vedere questi frutti la chiave è la fedeltà di ciascuno di noi, perché siamo un’unica famiglia in tutto il mondo: quello che fai dove sei tu ha delle ripercussioni in Finlandia, in Norvegia, ovunque.

Questa è la bellezza della Chiesa cattolica, cioè universale, per cui il mondo diventa piccolo e tu sei importante. Anche tu, che hai 75 anni, sei pensionata e non senti bene: a volte sei più importante del papa.

È così, perché fai parte della Chiesa. Grazie a Dio abbiamo un papa buonissimo, ringraziamo Dio per i vescovi, i pastori, i preti, ma la Chiesa siete voi, e la vostra fedeltà a casa, il lunedì, il martedì, il mercoledì, è quella che dà frutto, anche in Finlandia. Sono contentissimo, e vi ringrazio per la preghiera per la Finlandia, che essendo la fine del mondo è anche uno specchio di quel che succede nel mondo: la primavera è anche da noi.

Adesso però ci mancano delle strutture: non abbiamo un seminario, né una casa per anziani, niente. Prima di Natale avrò bisogno di altre cinque chiese, perché le nostre sono tutte piene e la gente resta fuori. E questo bisogno è anche nelle vostre mani. Quest’anno sette giovani sono venuti a casa mia, al palazzo episcopale, e mi hanno chiesto di diventare sacerdoti: sette, su 33 città dove celebriamo Messa, è un numero enorme, ho bisogno di un seminario!

Quest’estate, tre ragazze sono entrate in convento. In Finlandia ci sono tre ordini: le orsoline polacche, le brigidine, le suore di Madre Teresa di Calcutta al nord. Una di queste ragazze mi ha detto: «Io voglio essere carmelitana». Ma qui non ci sono carmelitane! Così a giugno è partita per l’Inghilterra, e le ho detto: «Vai, cresci, e poi torna come madre fondatrice: tra dieci anni ci sarà un convento di carmelitane anche qui». Un’altra è entrata domenica scorsa, la terza entrerà a settembre. Tre ragazze che si consacrano: è la prima volta dopo la Riforma, è un miracolo. Credo che la Finlandia viva davvero uno tsunami spirituale. Magari, se torno il prossimo anno, potrò dirvi che abbiamo venti seminaristi e ventidue ragazze in convento…

Finlandia, il paese dell’ecumenismo

Mons. Goyarrola allo stand di Russia Cristiana durante il Meeting di Rimini. (© FRC)

Davanti a queste conversioni numerose sorge una domanda sul momento dopo la conversione, che è molto delicato: cosa si può fare perché non si sgonfi il grande slancio iniziale?
All’inizio, è vero, la grazia di Dio tocca il cuore e tutto è bellissimo, come per il bambino che scopre il mondo: tutto nuovo, tutto meraviglioso. Ma cosa significa crescere quando sei l’unico cattolico in famiglia? Quando la tua famiglia non capisce la tua scelta, quando al lavoro ti guardi intorno e sei l’unico cattolico, quando vai a giocare a calcio e sei l’unico cattolico? È una sfida vera.

Per questo è importante, come ha detto anche papa Leone sabato scorso, la comunità, la fraternità, la Chiesa come famiglia: è impossibile essere cattolici senza la famiglia della Chiesa. Vale per noi in Finlandia, ma anche qui in Italia, perché da soli non si può fare nulla. L’individualismo che c’è in Europa è un cancro, sempre «io, io, io, per me, per me, per me». La parrocchia, la comunità, i diversi carismi sono il segno di una famiglia vicina, ed è decisiva, perché dopo un anno o due anche i sentimenti più belli possono affievolirsi. È come nel matrimonio: all’inizio sei bellissima, e dopo dieci anni magari sei ancora più bella, ma il marito no, ha la pancia, ha perso i capelli… Non lo riconosci, ma è tuo marito, ricordi? L’amore è anche una decisione. Per questa decisione serve la famiglia. Pensate ai nostri 300 adulti che vogliono diventare cattolici: alcuni vivono lontanissimi dalla parrocchia. Cosa significa essere cattolico in un bosco dove ci sono renne e orsi, ma non altri cattolici?

Con la grazia di Dio tutto è possibile, ma la vicinanza umana resta decisiva. Vi chiedo di cuore di pregare per questi nuovi cattolici: hanno bisogno di preghiera, di affetto, di amore.

Non ci sono difficoltà nel dialogare con i luterani? Ha esperienza della divisione? E un’altra domanda: qual è il desiderio che spinge i giovani di cui parla ad avvicinarsi al cristianesimo?
La mia esperienza in Finlandia è forse un po’ speciale, ma quello che ho visto e vissuto e di cui parlo è un’esperienza molto positiva: c’è un rapporto di fiducia tra tutti i cristiani. Tanti luterani che diventano cattolici lo dicono al loro parroco luterano, e lui risponde: «Complimenti, che gioia!», perché per i luterani finlandesi la Chiesa cattolica è la Chiesa madre, è come tornare a casa.

Nel 2017 sono stato invitato a una riunione con i luterani per organizzare le celebrazioni dei 500 anni della Riforma (cioè della divisione!) e mi hanno chiesto un’idea su cosa fare. Ho risposto: «La prima idea è che torniate a casa!». Quando c’è amicizia, si può scherzare così. La seconda idea: in Finlandia ci sono 70 chiese medievali in pietra che un tempo erano cattoliche e oggi sono luterane. Siccome la nostra Chiesa è povera (abbiamo molta fede e pochi soldi, il che ha anche un vantaggio, perché quando non hai soldi preghi molto di più, lo dico per esperienza) ho proposto: «Facciamo che quelle chiese luterane medievali tornano ad essere cattoliche. Voi pagate il riscaldamento e noi le usiamo, perché ne abbiamo bisogno». L’idea è piaciuta, e ora stiamo negoziando.

Per dire: in Finlandia, su questo fronte, non c’è nessun problema. Inoltre, i luterani diventati cattolici sono per noi una ricchezza, per la loro devozione alla Bibbia e il rispetto della Parola di Dio. Nella nostra Messa ci sono la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica, due gambe per camminare: si ascolta la Parola di Dio, ed è la stessa Parola che diventa pane nell’Eucaristia. Penso che dobbiamo imparare dai luterani, dai protestanti, questo fascino, questa fame della Parola di Dio: a volte noi ci concentriamo sull’Eucaristia, che è fondamentale, ma non dobbiamo dimenticare l’ascolto della Parola.

Quanto ai giovani, le ragioni sono le più diverse. C’è chi guarda ai 2000 anni di storia della Chiesa cattolica, alla sua discendenza diretta da Cristo, se si risale la successione papale da Leone, Francesco, Benedetto, fino a Pietro, e da Pietro a Gesù: è storia. Per altri è l’autorità ad attrarre, avere un papa: dobbiamo pregare ogni giorno per lui, perché non è facile essere la roccia, l’unità; il papa parla continuamente di unità. Per altri ancora è il sacramento della confessione.

Ricordo un gruppo di 50 ragazzi di una scuola, in visita l’anno scorso: ho raccontato loro la storia della Chiesa in Finlandia, l’altare, i santi, la Madonna, e poi ho chiesto se avessero domande. Volevano sapere tutto sulla confessione, sulla frase «Io ti assolvo dai tuoi peccati»: sentire la voce di Dio che dice «ti assolvo dai tuoi peccati» li lasciava senza parole. Ho mostrato loro il confessionale, ed erano incantati, anche se in fondo è solo una porta, come un armadio che si apre, ma dietro c’è il mistero dell’amore di Dio fatto sacramento, come una doccia che rigenera. La confessione è davvero un’invenzione divina: solo Dio può avere un amore così grande da perdonare i peccati, ed è per questo un sacramento di gioia.

Ogni giovane ha il suo motivo, ed è questa la bellezza: è Dio che tocca il cuore, nella confessione come nella storia, nel matrimonio, nella bioetica della vita nel grembo materno fino alla fine. Questa è la Chiesa cattolica. Oggi in tutte le otto parrocchie finlandesi ci sono battesimi di adulti e ingressi nella Chiesa cattolica, mentre tre anni fa avvenivano solo a Helsinki, nel sud, dove si concentra la popolazione. È una meraviglia vedere la grazia di Dio toccare ogni cuore in modo sempre diverso: è il mistero dell’amore di Dio.

Finlandia, il paese dell’ecumenismo

L’ordinazione episcopale, avvenuta il 25 novembre 2023 nella chiesa luterana di San Giovanni a Helsinki, a causa delle ridotte dimensioni della cattedrale cattolica. (fides.fi)

Lei come è arrivato in Finlandia?
Beh, questa è opera di Dio, che è una guida che se ne intende. Nel 2005, per il 50° anniversario della diocesi di Helsinki, il vescovo dell’epoca, polacco, ha invitato diversi vescovi europei, tra cui il prelato dell’Opus Dei, al quale ha chiesto di mandare qualcuno in Finlandia. Il prelato, dapprima titubante, di fronte all’insistenza del vescovo ha acconsentito e pensato a me. Non so perché… Non è vero, lo so: io volevo andare al nord, e Dio compie sempre i nostri sogni. Allora ero un giovane prete, e dovevo scegliere tra restare a Siviglia, nel sud della Spagna, con i suoi 45-50 gradi, o andare in Finlandia: per me è stato facilissimo!

Per questo è importante sognare, altrimenti si resta a casa. Ringrazio Dio ogni giorno, ogni minuto. Quando sono arrivato, sono andato a presentarmi al vescovo, e lui, alla prima occhiata, si è tolto lo zucchetto dalla testa e l’ha messo sulla mia. Ho pensato: ma cosa sta facendo? Sarà la procedura, magari una tradizione finlandese plurisecolare. E lui: «Tu diventerai il mio successore». Ho tolto lo zucchetto e mi sono congedato in fretta: grazie, buona giornata, ci vediamo domani. Allora l’ho intesa come una barzelletta, una barzelletta disastrosa, però oggi eccomi qui, vescovo.

Ormai mi sono innamorato della Finlandia, e penso che la chiave di tutto sia l’amore: se fai tutto con amore, la vita è bella. Lo scopo della vita non è non soffrire, la sofferenza fa parte della vita, ma si può godere di questa vita perché siamo figli di Dio.

È stata la mia esperienza in Finlandia: io mi sono innamorato di questo paese e mi considero, mi sento finlandese. In fondo anche caratterialmente baschi e finlandesi si somigliano molto. Persino con la lingua: il basco è così difficile che il finlandese non mi ha creato problemi, e l’ho imparato bene, con tante ore di studio. Ormai penso in finlandese: il mio cuore è lì.

Come sono i rapporti tra questa Chiesa così poliedrica e lo Stato?
Ci sono due Chiese ufficiali, la luterana e l’ortodossa, che ricevono fondi tramite le tasse. Noi no: siamo una Chiesa, diciamo, di seconda classe. Eppure, curiosamente, all’apertura dell’anno parlamentare sono stati invitati il vescovo luterano, quello ortodosso e anche quello cattolico. C’è un servizio ecumenico per cui, pur non appartenendo alle due Chiese ufficiali, anche io ho benedetto presidenti e ministri: sono comunque con loro.

Un altro esempio: il presidente mi ha invitato, insieme ai vescovi luterano e ortodosso, a una colazione di lavoro. Divertente, perché gli altri due parlavano poco e si concentravano sul cibo, così ne ho approfittato: «Signor Presidente, ho un consiglio e una richiesta. Il consiglio: vale la pena andare a Roma dal papa. Tutte le televisioni, le radio, i giornali racconteranno che il presidente della Finlandia è stato dal papa, ed è importante, perché il papa è il capo di miliardi di cattolici, un riferimento anche per molti altri cristiani, un leader». Ha accettato, e mi sono offerto di occuparmene. La richiesta, invece: una volta dal papa, si potrebbe invitarlo in Finlandia. «E come si fa?» mi ha chiesto. «Lei è il presidente, può invitare il papa in Finlandia!». Pregate, perché magari non quest’anno, non il prossimo, ma forse nel 2029 il papa verrà in Finlandia, il paradiso dell’ecumenismo! (…)

Un’ultima cosa: quando aprite il frigorifero per prendere uno yogurt o qualcosa da bere, la temperatura è di 7-8 gradi – l’inizio dell’estate finlandese. Quando aprite il freezer per il pollo, sono -18, -20 gradi – l’inizio di un inverno mite. Allora, ogni volta che aprite il frigo, dite un’Ave Maria per la Finlandia.


(Foto d’apertura: processione mariana ecumenica, fides.fi)

Raimo Goyarrola

Raimo (Ramón) Goyarrola Belda (Bilbao, 1969) è un prelato spagnolo dell’Opus Dei. Laureato in medicina e chirurgia, ha compiuto gli studi ecclesiastici presso la Pontificia università della Santa Croce a Roma e ha ottenuto il dottorato in teologia dogmatica. Nel 2006 è stato inviato a Helsinki, dove ha iniziato il suo ministero come assistente pastorale universitario. Nel 2023 è stato nominato vescovo di Helsinki; è anche vicepresidente della Conferenza episcopale della Scandinavia.

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