9 Gennaio 2026
L’idea cristiana di nazione è radicata nella divinoumanità
Nel corpo dell’umanità le nazioni rappresentano gli organi. Da servire e mantenere vivi non per se stessi ma perché collaborino all’opera della salvezza universale. Non un astratto universalismo, ma la risposta agli egoismi che dal pensiero MAGA al Mondo russo soffocano le persone reali.
IV PARTE
L’ampio risveglio di sentimenti e aspirazioni nazionali nel XIX secolo può sembrare a prima vista un grande passo indietro nel corso generale della civiltà cristiana. Dopo il sentimento di solidarietà religiosa tra le diverse nazioni che ha prevalso nell’Europa medievale sotto la comune bandiera della Chiesa; dopo l’ulteriore sviluppo della cultura, che ha dato alle forze spirituali dell’Europa alti e universali oggetti di servizio per tutta l’umanità – la scienza, la filosofia, l’arte pura, la giustizia sociale – che senso può avere un ritorno al principio pagano delle nazionalità, a un principio divisivo ed esclusivo? Per ogni popolo, infatti, il principio generale delle nazionalità si concretizza solo nel suo proprio carattere nazionale particolare che richiede un servizio esclusivo. In questo servizio alla propria nazionalità, popoli diversi, anche se non si scontrano direttamente, non possono comunque essere solidali tra loro. Se in forza del principio nazionale ogni popolo concepisce il servizio alla propria nazione come il suo scopo supremo, si condanna di per ciò stesso alla solitudine morale, perché questo scopo non può essere comune tra lui e gli altri popoli: il servizio al polonismo, ad esempio, non potrà mai essere uno scopo per un tedesco o un russo, e viceversa, il nazionalismo russo o tedesco non ha alcun senso per un polacco.
(Traduzione e cura di Adriano Dell’Asta)
4 – continua
(Immagine d’apertura: Pixelia/pixabay).
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Vladimir Solov’ëv
Vladimir Solov’ëv (1853-1900) è uno dei filosofi russi più importanti di tutti i tempi. In lui sono già presenti, a livello di sistema, tutte le idee che saranno all’origine della rinascita spirituale russa dell’inizio del XX secolo. Tra le sue opere ricordiamo: La Russia e la Chiesa universale, La crisi della filosofia occidentale» e «Islam ed ebraismo».
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